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martedì 13 marzo 2012

La carta più alta

Oggi vi voglio consigliare un libro che ho apprezzato molto, si intitola "La carta più alta" ed è di Marco Malvaldi. Devo dire che pensavo fosse il solito giallo carico di tensione oppure non troppo originale e scontato, come se ne trovano tanti in giro, invece mi sono dovuta ricredere. E' effettivamente un giallo, ma fuori dagli schemi,  ironico, divertente e burlone come solo un toscano può essere. 
Come al solito vi metto una citazione: 
"Non è che tutti gli anni possono ammazzare qualcuno per farvi passare il tempo", sbotta disperato Massimo il barrista.
Buona lettura!

mercoledì 18 gennaio 2012

Niente è mai come sembra...

Ecco terminato un altro libro... Questa volta è un poliziesco ambientato in Sicilia e si intitola "Altri casi per il commissario Montalbano" scritto da Andrea Camilleri. Nel libro sono raccolte tre storie, "Il giro di boa", "La pazienza del ragno" e "La luna di carta", tre indagini diverse tra loro ma con una cosa in comune: niente è mai come sembra... Camilleri, col suo modo di scrivere, rende benissimo i personaggi, il loro carattere, le loro reazioni e descrive sapientemente l'ambiente che li circonda e i paesaggi che attraversano... effettivamente è come se si fosse in un film, senza tante parole si capisce al volo cosa vuole indicare l'autore. 
Tutte le volte che si legge un poliziesco si è portati a pensare che sia invidiabile la capacità di certi poliziotti di saper arrivare alla verità e capire il più rapidamente possibile cosa sia successo in realtà, quando tutto il resto del mondo brancola nel buio. Ognuno di noi sicuramente avrà detto tra sè e sè: "cavoli magari fossi così anch'io! chissà quante cose eviterei! quante cose scoprirei su chi mi circonda! come potrei fare carriera rapidamente!" Ma siamo sicuri di volerlo realmente? O a volte sarebbe meglio non arrivare a conoscere fino a dove si può spingere la parte più oscura dell'animo umano?

martedì 10 gennaio 2012

Ho il tuo numero...

No, non è una minaccia, è il titolo dell'ultimo libro che ho letto di Sophie Kinsella.. Tutto ha inizio quando alla protagonista viene scippato il telefonino... Tranquilli, non voglio raccontarvi la trama, altrimenti vi perdereste il bello della storia, ma di seguito potete trovare una citazione del libro:
Inizio a tremare tutta. Non mi sono mai sentita tanto persa e spaventata. Che faccio senza telefonino? Come faccio a funzionare? Continuo a cercarlo automaticamente in tasca, dove lo metto di solito. Il mio unico impulso è mandare un SMS a qualcuno e scrivere: "Oh, mio Dio! Ho perso il telefonino!", ma come posso farlo senza uno stramaledetto telefonino? Il cellulare è tutto per me. I miei amici. La mia famiglia. Il mio lavoro. Il mio mondo. Tutto. E' come se qualcuno mi avesse tolto da sotto i piedi la base su cui poggia la mia intera esistenza.
E' diventato davvero così indispensabile al giorno d'oggi il telefonino? la nostra vita non potrebbe andare avanti tranquillamente anche senza? Con la perdita del telefonino la vita della protagonista verrà sconvolta e cambierà radicalmente. Lo so, è un genere piuttosto leggero, divertente e romantico, ma che male c'è a sognare che la tua vita possa cambiare in meglio e che possano esistere anche persone del genere oltre a quelle che vedi abitualmente intorno a te?
 
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